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Trittico IDP – Infinity Dance Project

Infinity Dance Project sotto la direzione di Viola Senatore e Francesco Corvino presenta, lo spettacolo della sua terza edizione.
Esito performativo di un percorso di creazione condiviso, il Trittico IDP raccoglie tre lavori coreografici che restituiscono la crescita artistica e umana dei danzatori in formazione pre-professionale.
In scena 16 danzatrici attraversano tre creazioni coreografiche firmate da Francesco Corvino, Thomas Signorelli e Damiano Artale.

STRATI DI ME
Dal tuo sguardo, sulla mia pelle
Coreografia: Francesco Corvino

Strati di Me nasce da una riflessione sulla sindrome dell’impostore, quella condizione in cui la percezione di sé resta instabile, sospesa tra lo sguardo degli altri e le voci interiori.
La coreografia si sviluppa come un attraversamento di questo spazio instabile, in cui il corpo oscilla tra controllo e cedimento, tra esposizione e trattenimento. Il movimento evolve progressivamente, lasciando emergere livelli diversi di presenza e mettendo in relazione ciò che appare con ciò che resta nascosto.
Le voci, interne ed esterne, si sovrappongono e si riflettono nel gesto, incidendo sulla qualità della presenza e ridefinendone continuamente i confini.
E qualcosa resta, sotto la pelle, mentre il corpo continua a reagire allo sguardo.

LETTERA A VIRGINIA

Coreografia: Thomas Signorelli

Virginia Woolf ha dato voce a pensieri profondi e delicati, trasformando la scrittura in un modo per restare, per capire, per respirare dentro la complessità della vita.
Questa è una storia fatta di ricordi, emozioni e parole non dette, che scorrono come un fiume. È il racconto di una sensibilità intensa, capace di cogliere la bellezza e, allo stesso tempo, il peso dell’esistere.
E anche quando tutto sembra svanire, qualcosa continua a rimanere: una voce, un’eco, una presenza che non si spegne, ma cambia forma e continua a fluire.

IMRA’ A
Coreografia Damiano Artale
Assistente alla coroegrafia: Nunzio Saporito

Amo le persone buone.
Quelle con cui ti siedi a guardare il mare senza dire niente,
senza vergogna delle lacrime che si confondono tra il vento e le onde.
Abbraccio chi ha paura di parlare.
Perché posso diventare voce.
Perché so essere silenzio.
(Natascja Di Berardino)

In un mondo che ci vuole sempre performanti e rumorose, questo spettacolo celebra la forza rivoluzionaria della gentilezza.
Sul palco, un collettivo di donne esplora la sacralità dei legami silenziosi: quelli che non hanno bisogno di parole, ma solo di uno sguardo rivolto verso l'orizzonte.
La danza si fa "voce" per chi ha paura di parlare e "rifugio" per chi ha bisogno di tacere.
È un omaggio a chi sa restare, a chi sa accogliere le lacrime e a chi trasforma la propria fragilità in un abbraccio universale.

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Policy minori: ingresso gratuito per i minori di 5 anni
Policy persone disabili: per informazioni scrivere a info@fiorecheride.it